martedì 10 novembre 2009

La fiera del cavallo...e degli asini


Fotogrammi, fotogrammi veloci. Come gli arti, o gli artigli, impazziti dei cavalli che corrono. Ce ne sono moltissimi qui a Verona. Centoundicesima edizione di una delle fiere di settore più grandi del mondo. La prima è targata 1898 e si chiamava "Fiera semestrale dei cavalli". In soli quattro giorni 150ooo visitatori, 700 espositori, 2500 cavalli, 1000 persone al lavoro. L'ingresso giornaliero costa 22 euro. Molti numeri.
Non ci mettevo piede da quand'ero adolescente. Allora le mie giornate erano piene di coccole per i cavalli oppure per le strade di Cosenza, senza tante sfumature. La scuola non mi prestava attenzioni e tantomeno facevo io con lei. A casa non stavo mai, ma i cavalli erano vino per me.
Ricordo che l'unico professore che ho avuto al liceo artistico, conscio della mia passione, mi chiese di rappresentare i movimenti del regale quadrupede attraverso delle linee. Lui voleva aiutarmi, ma non ci sono mai riuscita, e ancora ci penso. Ma se dovessi realizzarlo adesso prenderei ispirazione da questo bambino.

Possenza, agilità, eleganza, tepore. Ognuno le sfrutta a modo suo. In questo panorama l'uomo è godereccio e in pochi riescono ad osservare cosa ci sia sotto, oltre a una coda. Ma se la musica si trasforma nel suo rovescio, cosa succede?


Oltre al capostipite degli equidi per eccellenza ci sono anche loro, gli asini. Ma non si chiamava fieracavalli? Hanno quattro zampe, una coda e due orecchie più lunghe, ma non ci somigliano tanto. A me non importa, sono qui apposta per loro. E la cosa migliore è che sono qui con mio padre.

La società ci impone questo modello. Poi, quando tutto si dissolve, entrano le regole, quelle che prima non servivano.
Ormai il binomio asini-bambini è diventato una moda. Morbidi, interattivi e calmi, cosa si può volere di più? Ma secondo me si annoiano, secondo me pensano: ma guarda 'sti stupidi che si divertono così. Sono una pessimista.




Se di natura possiamo parlare, ci sono anche le mele. La raccolta credo sia finita. BUONE!

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