Dunque la storia è questa.
La forma più importante di allergia alimentare dell'età pediatrica è l'intolleranza su base immunologica alle proteine del latte vaccino. L'incidenza varia dallo 0,3 al 7% dei lattanti, a seconda dei paesi. Sebbene generalmente si raggiunga la tolleranza entro l'anno di vita, questa condizione può rimanere attiva anche dopo i 3-4 anni d'età, e può evolvere in un serio problema di sicurezza alimentare della primissima infanzia e degli anni della scolarizzazione. Rigurgito, vomito, diarrea, dermatite, stitichezza, ritardo di crescita, rifiuto dell'alimento, asma, stipsi cronica e shock: i sintomi possono essere anche molto imponenti e pericolosi. In questi casi la terapia è basata sull'utilizzazione di latte di soia oppure di formule di latte idrolizzate. Ma qui arriva il bello. La composizione chinica del latte di asina è quella che più si avvicina, tra quelle dei nostri animali domestici, al latte di donna. Per questo può rappresentare una valida alternativa, già storicamente impiegata, per l'alimentazione dei soggetti allergici al latte vaccino nel caso in cui non possano alimentarsi al seno materno. L'Italia è all'avanguardia in questo tipo di produzione, cosa che per esempio in Spagna non esiste, e sono ormai attive diverse collaborazioni tra aziende produttrici e reparti pediatrici di alcuni ospedali. Peccato che costa 15 euro al litro...e che c'è
chi pretende di averne l'esclusiva.

Forse quello alimentare è l'utilizzo più nobile. Ma, come ormai è risaputo, Poppea, già quasi 2000 anni fa (e ancor prima Cleopatra), ne apprezzava le proprietà cosmetiche, che ancora oggi vengono sfruttate. Morbidezza, idratazione, rigenerazione. Cosa può volere di più una donna? Questa Poppea doveva essere proprio una gran furba e una gran rompi coglioni. Per non parlare del suo arrivismo: voleva a tutti i costi diventare imperatrice. Aveva centinaia di asine e giovanotti al suo servizio. Fare un bagno nel prodigioso elisir di bellezza significava smobilitare mezzo impero!

Tutto merito di Plinio Il Vecchio. Che già aveva capito tutto. Praticamente un mago.
"Si ritiene che il latte d'asina elimini le rughe della pelle del viso e la renda più morbida e bianca e si sa che certe donne vi si curano le gote sette volte al giorno, facendo bene attenzione a questo numero. Fu Poppea, la moglie dell'imperatore Nerone ad inaugurare questa moda, facendone uso anche per il bagno, e per questo in viaggio si portava indietro mandrie di asine"
Latte di asina misto a gesso, cerussa, zolfo e argento vivo contro la costipazione negli stati febbrili; latte di asina contro le ulcerazioni della gola, contro la febbre senza mal di testa, per neutralizzare veleni, per togliere le macchie dagli occhi, contro le ulcere dello stomaco, come antidolorifico.
Polvere di corna di cervo contro l'instabilità dentale; cenere ottenuta dalla combustione di teste di lupo, di lepre e di topo mescolata a gusci d'uovo polverizzato e pietra pomice come dentifricio; latte di capra mescolato a cuori di rana cotti, lombrichi cotti nell'olio e cenere di testa di volpe per il mal di denti.
Che pasticci questo Plinio! Forse funzionano per davvero.

Ma una piccolissima nicchia della produzione di latte d'asina è destinata a ciò che più va di moda durante questi climi estivi: il
gelato. Allora. Bisogna prendere 1 litro di latte d'asina, 150 grammi di zucchero a velo, 3 tuorli d'uovo e 250 grammi di frutta molto matura. Scaldare il latte senza raggiungere l'ebollizione e mettere in infusione la frutta a pezzetti per 45 minuti. Battere i tuorli con lo zucchero a velo. A questa crema incorporare latte e frutta, mescolando fino ad ottenere un'amalgama omogenea. Mettere la crema così ottenuta in congelatore per 5-6 ore.
Che forza. Io ci provo.
Proprietà nutraceutiche, cosmetiche e terapeutiche, in questo momento non mi interessate. Io voglio il gelato!