domenica 15 novembre 2009

Jonah


Se fossi una bambina di cinque anni agli esordi nel tirare in aria una palla dai rimbalzi strani perchè ovale, uno dei miei idoli sarebbe Jonah Lomu. Quando si parla di Jonah Lomu non si può non pensare agli All Blacks, quando si parla degli All Blacks non si può non immaginare l'Haka, la Ka Mate più precisamente.


Cantata in lingua maori e non in inglese, danza di guerra per molti, ma di battaglia per pochi, ci insegna che basta crederci per vedere splendere il sole.
Nel rugby del 2009 sono lontani i tempi in cui, a causa del regime di apartheid del governo sudafricano, ai giocatori maori degli All Blacks venne vietato di giocare contro gli Springboks. Il popolo del rugby di oggi fa parte di un'altra civiltà. E proprio ieri lo abbiamo potuto vedere.
Italia vs Nuova Zelanda: 6 a 20.
Il San Siro era stato più invaso di così solo per il concerto di Bob Marley del 1980. Altro che derby Milan-Inter, barzellette a confronto. Ottantamila persone a sostegno di uno sport giusto, fatto di muscoli e di strette di mano.
Basta ripensare agli ultimi 10 minuti dell'incontro per capirci tutto. Solo cinque i metri che ci separano dalla linea di meta. La mischia italiana, quasi 1000 chilogrammi di un tutt'uno di corpi che spinge, batte ripetutamente quella delle maglie nere. Purtroppo l'incalcolabile sforzo dei nostri non è bastato a farci assegnare una doverosa meta tecnica che l'arbrito australiano, cieco o stronzo, non ha ritenuto giusto concederci. Ma le leggi sono sovrane e indiscutibili, anche quando mancano del coraggio di prendere una posizione. Ottantesimo minuto, arriva il fischietto e si riparte con le ennesime, virtuose, strette di mano.

Vai Miro. Tu sei un rugbista, io sono un asino, due gemmelli. Non siamo mica noi quelli sbagliati.

4 commenti:

  1. Che bella partita, e che sofferenza alla fine. Ma va bene così, lo sappiamo io, tu, e milioni di altre persone, che non doveva andare così. Basta questo, chissenefrega degli stupidi numeri di un risultato finale. Stai scrivendo, vero? Mica sarò solo io la cretina che ha lavorato TUTTO il weekend!

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  2. cara AnonimA. buona la tua sintesi. hai ragione quello che conta sono i valori, e ciò che li rende speciali è che non sono importanti per tutti.
    scrivo scrivo...anche se non sarò mai in grado di raggiungerti, maestra!

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  3. Devi essere meglio di me, allieva, ciò sperano i maestri, sai?

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