martedì 7 aprile 2009

asini E rugby

Esistono posti dove vorresti sempre stare. Dove sei sempre a casa. Dove un abbraccio viene da te.
Circa sei anni fa non sapevo nemmeno che esistessero queste parole.
Avevo appena iniziato la tesi, quando scopro che c'è un animale incredibile che si chiama asino.
Sono asini panteschi e ragusani. La prima razza praticamente estinta. La leggenda vuole che l'ultimo stallone rimasto, tale Arlecchino, sia affogato in mare durante una trasferta riproduttiva. La seconda invece più rappresentata e per questo usata per ricevere i preziosi embrioni. Non so quanto questo possa contare, ma grazie a questo ho fatto la conoscenza più sconvolgente di ogni altra.
Cammino praticamente sempre da sola, e da sola sono entrata nel loro recinto. Non sapevo cosa sarebbe potuto succedermi, perchè mi hanno cercata?. Camminavo sempre da sola e quel giorno, lo zaino che è sempre conme, è rimasto con la cerniera aperta. Ma come ho potuto lasciare aperte e incustodite le cose più preziose che ho?. Quelle del mio zaino? Così facendo non mi sono accorta che l'asina migliore stava prendendo dal mio zaino il mio cappello del six nation di rugby, lo sport che non abbandono mai.
Questo è il legame indissolubile che ci ha fatto incontrare. Ecco perchè oggi vado in Spagna dagli asini catalani. Perchè il mio viaggio con lo zaino e il cappello possa continuare.
Asini e rugby possono stare insieme come nel "film"!

3 commenti:

  1. Angelica!! IN BOCCA AL LUPO PER LA TUA ESPERIENZA SPAGNOLA( DIP. PATOLOGIA). TI AUGURO DI DIVERTIRTI E SOPRATTUTTO IO SARò A BARCELLONA DAL 18 AL 22 DI MAGGIO!!! FACCIAMO IN MODO DI INCONTRARCI.
    UN ABBRACCIO
    EMANUELE ( DIP. PATOLOGIA)

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  2. madame, stare qualche mese fuori è il modo migliore per imparare una lingua nuova, in questo caso il fenicio.

    distinti saluti, i suoi ex pantaloni.

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  3. vAI ANGELINA GLI ASINI TI SATRANNO VICINI!!!!
    TI VOGLIO BENE
    SIG.RA PATTERSON

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